KartClassic è una creazione Racing Legend

Torna all'index
Traduci in Inglese
 
 
Italiankart - The Italian Karting Portal

SAETTA V12

<-- back

Saetta V12
Il marchio Saetta fa la sua comparsa nel mondo del kart nel 1962. Nello stesso anno Giovanni Parrilla aveva lasciato la Moto Parilla, che aveva fondato nel 1946, e aveva creato la Fimas, (Fabbrica Italiana Motori a Scoppio) per dedicarsi esclusivamente alla produzione di propulsori da kart con il marchio Saetta. Il primo motore Saetta è il V12, che arriva sul mercato nella primavera del 1962. Come architettura meccanica si tratta di un motore, per l’epoca, abbastanza convenzionale, con l’ammissione a valvola rotante e il raffreddamento forzato. La presenza del raffreddamento forzato consentiva l’utilizzo anche sui primi telai degli anni 60, che avevano il motore montato dietro al sedile, in una posizione riparata. Il problema si avvertiva in misura minore nella categoria bimotore, dove i propulsori, montati ai lati del sedile, erano comunque investiti, almeno in parte, dal flusso dell’aria. Ma sui kart della classe 100 il raffreddamento forzato era indispensabile.

Una delle caratteristiche peculiari dei primi V12 invece era la presenza di due supporti che consentivano di montare il inclinato all’indietro di circa 15 gradi, per abbassare il baricentro, in una posizione solitamente adottata dai costruttori americani. Questo aveva costretto i progettisti ad adottare un lungo collettore tra il coperchio della valvola rotante e il carburatore Dell’Orto MB 22, che era montato in posizione trasversale, per impedire alla catena di trasmissione di interferire con il collettore stesso. Questa soluzione scomparirà sulla versione 1963, dove il carburatore verrà montato in posizione tradizionale, direttamente sul coperchio della valvola rotante.

Come abbiamo detto l’architettura del Saetta V 12 è convenzionale, con i carter, la testa e il cilindro pressofusi in alluminio, e la canna in ghisa. Le misure caratteristiche sono quelle tradizionali per i motori europei della prima generazione: corsa 54 mm e alesaggio nominale 48 mm, per una cilindrata totale di 97,7 cc. L’alesaggio massimo, al limite di cilindrata, è di 48,54 mm. Il cilindro è a cinque luci, con i classici travasi laterali aperti direttamente nel carter, il terzo travaso, la cui apertura è comandata dalla finestra sul mantello del pistone, e lo scarico sdoppiato, rinforzato dal traversino verticale. L’albero motore naturalmente è in acciaio con i perni di banco che ruotano su cuscinetti a sfere, il piede di biella su bronzina e la testa su gabbia a rulli.

La versione 1963, con il carburatore montato direttamente sul coperchio della valvola rotante, verrà prodotta nelle versioni Sport e Competizione. Con l’omologazione 1964 arriverà anche un V12 Competizione a doppio carburatore, con due Dell’Orto OCV21/17 a vaschetta centrale originariamente utilizzati per i motori marini. Questa versione però, venduta in pochissimi esemplari, non avrà un grosso seguito commerciale perché a fronte di un modesto incremento delle prestazioni presenterà numerosi problemi di messa a punto e sincronizzazione dei carburatori.

Photogallery

Nota Copyright

Partners
Nolan
X-Lite - Performance helmets
Birel S.p.A.
Iame


© 2007 KartClassic.com - All rights reserved

credits Studio Madesign