Il Parilla V11 a cilindro orizzontale è il motore che ha interrotto, a livello internazionale, l’egemonia dei propulsori americani nel settore del kart. Nel 1958 Giovanni Parrilla, il fondatore della Moto Parilla, aveva incaricato l’ingegner Cesare Bossaglia di progettare un motore da kart ed era nato il PB10 125 con cambio a tre marce. Si trattava però di un motore ancora troppo “motociclistico” per essere montato su un kart. Nel 1959 era arrivato allora il PB7 da 100 cc, con cilindro orizzontale e raffreddamento forzato. Si trattava di un motore senza cambio, ma con un riduttore di velocità tra l’albero motore e il pignone. Prodotto in pochissimi esemplari, il PB7 viene sostituito alla fine dello stesso anno dal V11, che è a tutti gli effetti il primo motore Parilla da kart prodotto in serie.
Il V11 riprende, come architettura meccanica, le stesse soluzioni sperimentate sul PB7: cilindro orizzontale, raffreddamento ad aria forzata con un convogliatore in lamiera stampata, alimentazione a disco rotante e scarico nella parte superiore del cilindro (nei primi tempi veniva utilizzato un “trombone” completamente aperto, senza alcun tipo di silenziatore). Dal punto di vista strutturale l’unica differenza di una certa rilevanza riguarda l’assenza del riduttore, utilizzato sul PB7. Nel V11 infatti il pignone è montato direttamente sull’albero motore, secondo quello che diventerà lo schema tradizionale per tutti i motori da kart.
Il V11 viene prodotto in due versioni: “Special e “Thunderbolt”. Entrambe adottano carter pressofusi in lega leggera. La differenza riguarda il materiale del cilindro, che sullo Special è in ghisa, mentre sul Thunderbolt è in lega leggera con canna in ghisa. La testata, con la candela in posizione centrale, è anch’essa in lega leggera. Le misure di alesaggio e corsa sono di 48 x 54 mm, per una cilindrata effettiva di 98 cc. Il rapporto di compressione è di 12,8:1. Il carburatore Dell’Orto a vaschetta separata con corpo orizzontale da 22 mm alimenta il propulsore tramite un collettore ad angolo ricavato direttamente sul coperchio della valvola rotante. L’albero motore scomponibile, di tipo tradizionale per un motore a due tempi, gira su cuscinetti a sfere. La potenza dichiarata è di 11,5 CV a 9.500 giri (da qui la definizione V11: il numero è riferito alla potenza in cavalli).
Vi segnaliamo nella photogallery un’immagine del motore completamente smontato, pubblicata per la prima volta in esclusiva da KartClassic, utilissima per chi volesse restaurare un V11.