Prima di passare all’automobilismo, Riccardo Patrese ha vinto un Campionato del Mondo di karting nel 1974. Nato a Padova il 17 aprile 1954, ha cominciato a correre in giovanissimo, nel 1965. Ben presto si impone come uno dei piloti italiani più promettenti e nel 1971 partecipa al suo primo Campionato del Mondo sulla pista della Cerrina, nei pressi di Torino. L’anno della consacrazione definitiva però è il 1972. A inizio stagione incappa in un brutto incidente, si rompe una gamba ed è costretto a rimanere lontano dalle piste per un paio di mesi. Appena è in grado di tornare al volante ricomincia ad allenarsi e il 27 agosto partecipa al Campionato del Mondo che si disputa a Kalmar, in Svezia. La gara è particolarmente avara di soddisfazioni per i colori italiani, ma Patrese è autore di un’ottima prestazione personale e conclude al quarto posto. Un mese dopo si disputa a Parma l’ultima prova del Campionato Italiano di Prima Categoria. Il pilota padovano, che a causa dell’incidente di inizio stagione è stato costretto a saltare la prima prova, domina la gara di Parma e riesce ugualmente a vincere il titolo italiano.
Nel biennio 1973-’74 conquista per due anni consecutivi il Campionato Europeo a squadre assieme a Eddie Cheever, Gabriele Gorini e Piero Necchi. Il suo capolavoro però rimane la vittoria al Campionato del Mondo 1974 sulla pista dell’Estoril, in Portogallo. Patrese, che guida un Birel-Komet, realizza il miglior tempo nelle prove e alla fine delle batterie eliminatorie occupa la seconda posizione alle spalle di Francois Goldstein. Il pilota belga ha già vinto quattro titoli mondiali e vanta una grandissima esperienza internazionale, Patrese però non si lascia intimidire. La gara è articolata su tre finali e il regolamento consente di scartare il risultato peggiore. Alla partenza della prima finale Patrese scatta al comando, impone alla gara un ritmo indiavolato, riesce a controllare Goldstein e conquista la prima vittoria. Nella seconda finale i ruoli appaiono invertiti, con Goldstein al comando e Patrese costretto a inseguire. Negli ultimi giri, quando la lotta per la conquista del campionato del mondo sembra rimandata alla terza finale, Patrese si esibisce in un sorpasso da manuale alla fine del rettilineo, supera Goldstein e va a vincere il titolo iridato. La manovra di Patrese è talmente “al limite” che il giornalista di Karting Magazine, la più autorevole rivista internazionale di karting, la definisce un sorpasso «death or glory» (morte o gloria). «Goldstein spingeva fortissimo, così ho cercato di preparare il sorpasso nella maniera migliore», racconterà molti anni più tardi Riccardo Patrese. «Quando ho tirato la staccata in fondo al rettilineo credo che sia rimasto sorpreso: probabilmente non si aspettava che riuscissi a passare proprio in quel punto».
Nel 1975 Patrese abbandona il karting per passare all’automobilismo. Nel 1976 vince il Campionato Italiano e il Campionato Europeo di Formula 3 e l’anno successivo, solo tre anni dopo la vittoria dell’Estoril, debutta in Formula 1. Si ritirerà alla fine del 1993, dopo avere stabilito, con 256 gran premi (6 vittorie, 8 pole position e 13 giri veloci in gara), il record assoluto di presenze in Formula 1.